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Punture di zecche, quali rischi? Ecco cosa bisogna sapere

sabato 11 agosto 2018

Punture di zecche, cosa bisogna sapere. Negli Usa sbarcano le pericolosee "Tic Tac asiatiche".

Le zecche non sono rare, soprattutto in luoghi dove l’igiene è scarsa: anche in Italia si registrano tantissimi casi di uomini morsi da questi insetti. Il problema è che questi parenti stretti dei ragni, acari e degli scorpioni (fanno parte degli aracnidi) portano malattie e infezioni gravi. Le due principali specie sono: Ixodidae o "zecche dure" e Argasidae o "zecche molli". Questi parassiti ematofagi per completare il loro ciclo vitale hanno bisogno di sangue, anche umano, pur essendo l’uomo una presa occasionale (preferiscono animali selvatici). Le zecche più note sono quelle del bosco e quelle del cane. 

Le zecche vivono ovunque ci siano erba alta e cespugli, o letti di foglie secche. Questi parassiti sono a loro agio negli ambienti boschivi prati incolti e ambienti umidiitaliano, soprattutto in collina e in montagna. 

COSA PROVOCA IL MORSO DI UNA ZECCA 

Quando la zecca morde è possibile che non ci si accorga di quello che è avvenuto: può essere indolore per via delle sostanze anestetiche inoculate dall’animale. Però qualche volta in seguito a questo morso possono esserci conseguenze gravi, a causa di batteri e virus che possono essere trasmessi. Tra le malattie più frequentemente trasmesse dalle zecche nel nostro paese troviamo il morbo di Lyme e l'encefalite da zecche. Ma possono esserci anche altre conseguenze come infezioni e febbre. La zecca che resta attaccata per 48 ore alla preda può trasferire il morbo di Lyme (è un eritema cutaneo, noto come eritema cronico migrante, o ECM). Questi parassiti possono provocare anche la rickettsiosi, o febbre bottonosa, il cui agente è Rickettsia conori e il cui vettore è la zecca del cane Rhipicephalus sanguineus appartenente alla famiglia degli Ixodidae. Questa malattia provoca febbre, cefalea, artralgia e una tipica eruzione esantematica localizzata sugli arti e sul tronco.

COME ESTRARRE UNA ZECCA 

Quando c’è una zecca attaccata al nostro cane o al nostro corpo conviene evitare di bruciare il parassita: non applicare alcuna sostanza, non rimuovere la zecca a mani nude. È necessario evitare che la zecca rigurgiti: in questo modo diminuisce il rischio d'infezione. Con una pinzetta si estrae la zecca nel punto più vicino alla cute per evitare la rottura dell'apparato boccale. Bisogna evitare di far scoppiare il parassita. In farmacia sono disponibili pinzette specifiche o penne con un laccio per agevolare la rimozione. La zecca dev’essere rimossa con delicatezza: se il rostro dovesse rompersi, si noterà un puntino nero al centro della puntura. Si dovrà cercare di estrarlo usando la punta di un ago da siringa sterile. Se l’operazione non riesce è necessario rivolgersi con urgenza a un medico. La pelle dev’essere disinfettata. Nel mese successivo sarà necessario controllare se si formerà un alone. Bisogna rivolgersi a un medico se si manifestano artrite acuta, una sintomatologia neurologica o un malessere simil influenzale. Se si forma una crosticina che genera prurito, la puntura sta facendo il suo normale decorso.  

LE PERICOLOSE ZECCHE ASIATICHE EMIGRANO NEGLI USA 

Per chi viaggia non è una buona notizia. Dall'altra parte dell'Atlantico, i media avvertono che "il tic tac asiatico" sta migrando. Questo invasore sta già seminando il panico negli Stati Uniti. "Haemaphysalis longicornis" è stato segnalato per essere in grado di trasmettere malattie in sette stati degli Stati Uniti sulla costa orientale e nelle immediate vicinanze di New York. A darne la notizia alcuni organi di stampa internazionali e lo Sportello dei Diritti di Giovanni D’Agata. Nessuno sa come ci sono arrivati fino in America questi parassiti, ma siamo nel tempo della globalizzazione è tutto è possibile. “Haemaphysalis longicornis sono originari dell'Asia e sono stati segnalati in diversi stati degli Stati Uniti sulla costa orientale - spiega D’Agata - Sono stati recentemente avvistati nella periferia di New York. Sono arrivate nel New Jersey nell'estate del 2017 e si stanno diffondendo da una contea all'altra, facendo scattare l'allarme degli esperti di salute. Una regione che ha una delle più alte concentrazioni di casi di malattia di Lyme negli Stati Uniti, una malattia che viene trasmessa dalle zecche ...L'estate scorsa, molti pensavano che le zecche asiatiche non sarebbero sopravvissute all'inverno americano. Ma un anno dopo, le autorità sanitarie di altri sei Stati riferiscono della presenza della specie in Arkansas! Soprannominato "il killer tick asiatico" dai media negli Stati Uniti, questo tick nativo di Asia orientale è parte di una specie invasiva e ‘partenogenesi’, vale a dire che riproduce asessuata, clonando se stesso, come spiegato in un rapporto pubblicato lo scorso marzo dal Medical Journal of Entomology dell'Università di Oxford. Ma tra le loro caratteristiche di questa particolare razza di insetti c'e' quella di 'attaccarsi' su qualsiasi tipo di animale, rendendo la loro diffusione piu' rapida e pericolosa. Possono deporre fino a 2000 uova, succhiare grandi quantità di sangue e trasmettere malattie. Le zecche Haemaphysalis longicornis sono state trovate in parchi pubblici e campi da golf nel New Jersey, nelle praterie dello Stato di New York. È stato anche riportato in Virginia, West Virginia, Arkansas, North Carolina e Pennsylvania, su cavalli, cani, cervi e persino un opossum. Gli allevatori sono giustamente preoccupati per il loro bestiame. Nel mese di agosto 2017, il primo "paziente" contagiato gli Stati Uniti erano una pecora nel New Jersey. Gli specialisti sono stati inviati al sito per ispezionare la bestia e raccogliere campioni. ‘Un minuto dopo il nostro arrivo nella stalla, prima ancora che venissero colpite le pecore, l'ovino è stato completamente ricoperto di zecche’. Lo ha evidenziato in un video Tadhgh Rainey, un entomologo che lavora per il Dipartimento di Sanità Pubblica del New Jersey. La pecora, ne aveva centinaia. Furono necessari diversi lavaggi di permetrina (un insetticida) per disinfettare completamente le pecore. Lo scorso novembre, la sua lana non conteneva zecche. I ricercatori hanno pensato che le temperature in calo (sotto lo zero) fossero sufficienti a sradicarle. Ma è possibile che abbiano resistito, sepolte nel terreno, in attesa della primavera. Dal ritorno del calore e del sole, hanno continuato a diffondersi. Come potrebbe la pecora che "non ha mai viaggiato fuori dal paese o anche all'interno dello stato", può essere stata coperta dalle zecche? Asia? I ricercatori non ne sono consapevoli, ma sono preoccupati per la rapida diffusione dell'Haemaphysalis longicornis .Un pericolo per l'uomo? Un morso di una di queste zecche può diffondere il phlebovirus, o RVFV, nell'uomo, che causa una febbre emorragica emergente potenzialmente fatale nel 15% dei casi. Tra le malattie a cui queste zecche sono state associate figura una patologia che abbassa le piastrine del sangue e causa febbri violente, la 'anaplasmosi' e una cosiddetta 'febbre della montagna Rocciosa'. Per il momento, nessun caso di phleovirus è stato segnalato”.

“Non possiamo ancora dire se è una vera minaccia per noi", ha dichiarato Ben Beard, un ufficiale del Centro per il controllo e la prevenzione degli Stati Uniti al The New York Times. Ma la minaccia per il bestiame è molto reale. Non ha una spiegazione scientifica ma ambientale, correlata all’aumento della temperatura terrestre degli ultimi 20-30 anni e all’incremento della fauna selvatica che hanno condizionato il protrarsi dell’attività di questi parassiti dalla primavera all’autunno inoltrato e la colonizzazione di nuovi territori, anche prossimi alle aree urbane. In funzione di questa recente evoluzione, la Comunità Europea deve intervenire richiedendo innanzitutto la notifica di eventuali casi di malattia. Questo processo consentirà da un lato una più accurata mappatura del parassita anche perché non si esclude che le costanti variazioni climatiche e le abitudini che portano sempre più spesso a svolgere attività outdoor siano condizioni favorevoli alla diffusione della zecca asiatica anche in Europa”.  

G.G.

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