Cronaca

Dolce Riva Otranto, Cassazione annulla il Riesame: spiraglio per la riapertura

giovedì 7 marzo 2019

Accolto il ricorso degli avvocati della proprietà contro l’ordinanza del 10 settembre 2018 del Tribunale del Riesame.  

Dolce Riva a Otranto, la Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, proposto dagli avvocati Mauro Finocchito e Stefano De Francesco nell’interesse dei proprietari del locale, annullando l’ordinanza del 10 settembre 2018 con cui il Tribunale del Riesame aveva ritenuto valido il decreto del 3 agosto 2018 del gip Carlo Cazzella. All’epoca, infatti, il gip aveva accolto la richiesta del Pm Roberta Licci e disposto sequestro preventivo dell’intera struttura destinata a bar e noleggio attrezzature per la balneazione sulla costa a nord dell’abitato di Otranto, in località Cerra.

Com’è noto, il sequestro, originariamente probatorio, era stato convertito in sequestro preventivo all’esito di una lunghissima consulenza tecnica e di una serie di indagini affidate alla Polizia provinciale, sul presupposto che la struttura di accesso al mare, realizzata ai sensi dell’art. 69 del PRG dai titolari del Dolce Riva, previa convenzione con il Comune di Otranto, fosse illegittima in quanto realizzata “in assenza del prescritto permesso di costruire, dei nullaosta delle autorità preposte al vincolo e dei titoli demaniali rilasciati”. E ciò in quanto, secondo la Procura, tutti gli assensi edilizi sarebbero stati “macroscopicamente illegittimi” in quanto, in tesi, rilasciati in violazione delle previsioni del Prg del Pptr e del Pai (Piano di assetto idrogeologico).

Violazioni che avrebbero permesso la “creazione di una grande struttura” non consentita in zona agricola e, comunque, “complessa e radicalmente diversa […] con interventi di modifica in ampliamento di anno in anno” tutti tra loro “causalmente e teleologicamente orientati a realizzare l’attuale struttura turistico-balneare”, da considerarsi, pertanto, quale un unicum inscindibile, a partire dall’originario permesso del 2009 ed a finire con gli ultimi titoli edilizi del 2017 e 2018.

La Cassazione, però, sembrerebbe non pensarla allo stesso modo del Tribunale del Riesame.

Pur con ogni doverosa ed opportuna riserva di riflessioni definitive solo a valle della lettura delle motivazioni, gli avvocati Finocchito e De Francesco, che hanno entrambi partecipato alla discussione in camera di consiglio, rilevano che l’annullamento risulta disposto dalla Cassazione in relazione alla contestazione della violazione degli artt. 44, lett. c), del Testo Unico dell’Edilizia e 181 del Codice del Paesaggio.

La Cassazione pertanto potrebbe aver ritenuto non convincente l’interpretazione dell’articolo 69 del Prg data dal Tribunale del Riesame, secondo cui quella struttura di accesso al mare in quel posto non si sarebbe potuta realizzare e, comunque, non avrebbe potuto assumere le dimensioni che ha.

Ora, con l’annullamento della Cassazione, la parola torna al Tribunale del Riesame, il quale dovrà, per l’appunto, riesaminare la questione tenendo, però, conto delle censure e dei paletti fissatigli dalla Corte Suprema.

Per Dolce Riva sembra dunque aprirsi un grosso spiraglio di speranza in vista dell’imminente stagione turistica.

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