Cronaca

Microspie in Comune, veleni in consiglio: sindaco e maggioranza lasciano l'aula

mercoledì 13 marzo 2019

Nell’assise convocata per far luce sul caso, il confronto tra le riaccende ruggini e “teoremi”. Il sindaco "ipotizza" responsabilità dell’opposizione e lascia col suo gruppo l’aula. Insorge la minoranza: “Accuse ridicole e nessun rispetto delle istituzioni”.  

Doveva essere l’occasione per chiarire la misteriosa vicenda del ritrovamento di microspie a Palazzo Carafa e, invece, il consiglio comunale di ieri, a Otranto, si è trasformato in uno scontro muscolare tra maggioranza e opposizione in un clima esacerbato che sembra riportare la città a quello tipico delle elezioni. La distanza tra le parti è segnata già dalle premesse della seduta monotematica: per il gruppo “Otranto è di tutti”, ribadendo lo “spirito garantista” d’approccio, la discussione è "necessaria", "doverosa" dal punto di vista istituzionale, per “far luce su una vicenda che ha scosso la comunità” e ha creato “un grave danno d’immagine”.

Per “Otranto non si ferma” la convocazione è percepita come inopportuna per la delicatezza della vicenda e viene vissuta con una certa insofferenza e fastidio: lo si evince dall’intervento del sindaco, Pierpaolo Cariddi, che ammette lo “sconforto” provato all’indomani dell’accaduto, ringrazia quanti tra i cittadini gli hanno dimostrato solidarietà e vicinanza, escludendo, però, proprio il gruppo di minoranza a cui rivolge accuse più o meno indirette nella vicenda, almeno in una lettura che chiarisce come "personale" degli eventi, paragonandoli a chi “confeziona un botto artigianale di Capodanno, ha acceso la miccia, ha fatto cilecca e ritorna sul posto di ravvivare la miccia sperando in una deflagrazione prima abortita”.

Ma prima delle polemiche, il primo cittadino cerca di chiarire lo stato delle cose, ripercorrendo i fatti: il 25 gennaio scorso, nel corso di una sostituzione di lampade all’interno dello studio comunale, la ditta incaricata aveva rinvenuto all’interno di una presa un dispositivo per intercettazione video; Cariddi racconta di aver subito informato i carabinieri che hanno avviato una specifica indagine. Da successivi controlli, è stato ritrovato, sempre nello stesso ufficio, un altro dispositivo per intercettazioni audio e altre due microspie (per intercettazioni audio e video) in entrambi gli uffici tecnici. Dopo alcune anomalie ravvisate, sono state rinvenute apparecchiature per l’intercettazione audio anche nell’ufficio privato dello studio professionale, condiviso con il fratello ed ex sindaco, Luciano Cariddi. Ha, quindi, evidenziato lo sconcerto tra i dipendenti comunali per gli episodi, ipotizzando in un primo momento la bonifica di Palazzo Melorio, a cui si è rinunciato per via dei costi esosi dell’operazione.

La convinzione esplicitata, infatti, è che se le intercettazioni siano di natura investigativa, non esistano “paure” circa il proprio operato amministrativo. Nulla da temere, dunque, nella certezza di una gestione inattaccabile e trasparente. Quanto alla investigazioni, puntualizza: “Ho sentito il comandante dei carabinieri – ha spiegato – e ad oggi nulla è emerso dall’indagine”.

Da qui, poi, "l’atto di accusa" nei confronti dell’opposizione. Cariddi, infatti, rammenta i riferimenti a un incarico ottenuto in Calabria contenuti in uno degli ultimi comizi del gruppo di minoranza alle scorse amministrative e i presunti collegamenti ipotizzati con una ditta di servizi del villaggio ex Med in odore di Ndrangheta: circostanze, a suo dire, che possano aver contribuito ad “accendere un interesse” attorno all’amministrazione, poi “condito da qualcuno con un dossier in Procura”.

Il “teorema” neanche troppo velato che il gruppo di maggioranza, infatti, sostiene sin dai tempi delle amministrative, è che l’opposizione abbia una qualche responsabilità, diretta o indiretta, nella improvvisa proliferazione di alcuni esposti che hanno generato alcuni dei provvedimenti più noti sui progetti comunali oggetto di cronache (il sindaco ricorre anche ad alcuni esempi che, a suo dire, attesterebbero una correlazione). Una tesi che, invece, “Otranto è di tutti” rispedisce al mittente, sottolineando che ogni critica posta in essere ad interventi e procedure sia da valutare esclusivamente sotto il carattere tecnico, amministrativo e di metodo, mentre il percorso della magistratura sia autonomo. E ribadendo che ogni altra “costruzione” sia una forma di “vittimismo” proprio della maggioranza per giustificare le proprie difficoltà.

Ne consegue che in questo meccanismo di accuse più o meno esplicite e di supposizioni reciproche, il dialogo tra le parti appaia bloccato in partenza. E, infatti, nell’assise emergono chiaramente le tensioni tra i gruppi in un percorso di delegittimazione palese. Il culmine della contrapposizione si raggiunge al termine dell’intervento del sindaco, quando Cariddi sceglie di uscire dall’aula e man mano tutti i consiglieri di maggioranza lo seguono. Per alcuni minuti, in aula restano i membri dell’opposizione, il segretario comunale e il presidente del consiglio Tommaso De Benedetto: quest’ultimo, dapprima spiega che il sindaco sia uscito per salutare qualcuno, poi dinanzi all’insistenza del consigliere Sergio Schito che sollecita una replica alle parole del primo cittadino, chiede al segretario di fare l’appello e, quindi, dinanzi all’assenza del numero legale dichiara nell’imbarazzo generale sciolta la seduta, perché tutta la maggioranza non rientrerà in aula.

È qui che il capogruppo di opposizione, Luca Bruni, interloquendo con il presidente del consiglio, invita il sindaco e la sua maggioranza a “vergognarsi del comportamento tenuto” e per “l’alto senso istituzionale” dimostrando, bollando l’intervento di Cariddi come “ridicolo nella prima parte” e “inutile nella seconda” e precisando che l’assenza di una replica contravvenga alle “regole democratiche”.

IL POST CONSIGLIO
Il post consiglio non spegne i veleni. Sul proprio profilo Facebook lo stesso Luca Bruni rilancia: “In un consiglio comunale ripreso addirittura dalle telecamere dei carabinieri – prosegue - il signor Pierpaolo Cariddi ci ha fatto provare anche questa esperienza - ha affermato nell’ordine: a) che le indagini e le microspie nascerebbero dal nostro ultimo comizio in cui si faceva cenno all’incarico ricevuto in Calabria; b) che la Procura imbastirebbe indagini a comando montando un’operazione investigativa colossale sulla base di comizi o illazioni”.

“Accuse così ridicole – insiste - che, oltre a screditare la carica che riveste, suonano anche come un grave insulto alla Magistratura: commenti ripresi in ‘Diretta dai carabinieri’. Poi, forse rendendosi conto della boutade o del pericolo dell’ennesima indagine, si lancia in elogi sull’attività della Procura. Insomma, le microspie a palazzo sono colpa nostra! Eccolo qui il Cariddi olimpionico del vittimismo: lo stesso che dichiara di aver ricevuto un incarico piccolo piccolo in Calabria facendoci quasi commuovere. Lo stesso che si lamenta delle difficoltà degli operatori turistici costretti a piccoli abusi omettendo però che sono 12 anni (dodici) che la città attende invano risposte dal Pug. E cosa pensa di fare? Come l’ultimo dei codardi si sottrae alla replica che avrebbe sbugiardato le sue lacrimevoli parole. Alla chetichella...quasi di nascosto, esce dall’aula, si sottrae al dibattito”.

Bruni precisa che il suo gruppo fosse arrivato in consiglio con tutte le migliori intenzioni: “Una bruttissima pagina di democrazia – commenta - ma un ottimo esercizio di pastorizia con pecorelle al seguito”. 

LA POSIZIONE DEL SINDACO 
Raggiunto telefonicamente, il sindaco non ha inteso replicare direttamente al post e alle critiche dell'opposizione circa il proprio allontanamento dall'aula. Ma "ridimensiona" l'accaduto, ribadendo che non ci fosse alcun voto sull'ordine del giorno e che le posizioni fossero state rappresentate in consiglio nei quattro interventi della minoranza e nel suo per la maggioranza. In buona sostanza, tra le righe, il messaggio che sembra dare è che ogni ulteriore dibattito, a suo dire, poteva generare nuove e inopportune tensioni. 

Mauro Bortone

Altri articoli di "Cronaca"
Cronaca
22/05/2019
Oggi a Lecce la presentazione del nuovo treno che ...
Cronaca
20/05/2019
Interruzione dei lavori e sequestro del cantiere. È questa l’obiettivo ...
Cronaca
18/05/2019
I due soggetti di Vernole sono stati arrestati dopo la ...
Cronaca
15/05/2019
I carabinieri hanno arrestato anche un 24enne leccese: ...
“Nel Salento quello che manca è un centro di riferimento per la Sla che prenda in carico il paziente in ...