Ambiente

“Il ripascimento agli Alimini? Mai partito. E i lidi sono sempre a rischio”

domenica 22 luglio 2012
Salvatore Bellisario, titolare del lido “Acqua Chiara” agli Alimini, esprime tutto il suo malcontento per i mancato interventi progettati a marzo e accusa il Comune di Otranto di non aver rispettato gli impegni

Nel numero dello scorso 10 marzo, abbiamo dedicato la nostra copertina alle drammatiche condizioni in cui versavano gli arenili del litorale di Otranto, con le spiagge che a causa delle potenti mareggiate erano ridotte ai minimi termini. In quell’occasione, il titolare del lido “Acqua Chiara”, Salvatore Bellisario, si fece portavoce degli imprenditori operanti su quel tratto di litorale illustrando il progetto di ripascimento proposto da Assobalneari, che avrebbe coinvolto anche il Comune di Otranto. A distanza di quattro mesi, in piena stagione estiva, l’imprenditore parla di una situazione ancora in piena emergenza.
Bellisario, perché non è stata effettuata l’operazione di ripascimento?
Avevamo progettato un piano di azione di 370mila euro, di cui 300 a carico nostro e 70 del Comune di Otranto, che sarebbero serviti per ricreare i tratti di spiaggia libera. A ridosso della stagione però, il sindaco ha comunicato che l’Amministrazione non poteva orientare del denaro pubblico su questa operazione e ciò, insieme anche alla marcia indietro di alcuni imprenditori, ha portato al fallimento del progetto. A nulla sono valsi i nostri riferimenti alla tassa di soggiorno imposta ai turisti, una tassa di scopo che dovrebbe in qualche modo essere “restituita” offrendo un servizio di qualità, mentre invece si ritrovano una spiaggia profonda appena una linea di sabbia. Inutile, purtroppo, l’impegno di noi imprenditori e di Assobalneari.
Le mareggiate degli scorsi giorni hanno portato nuove criticità? La stagione turistica è a rischio?
Il maestrale di inizio settimana ha colpito soprattutto -e come sempre- la parte nord di Alimini. Il vento soffiava a circa 30 nodi e adesso alcuni lidi sono stati invasi dal mare. Difficile dire se la stagione è compromessa; sicuramente qualche lamentela sul territorio è stata sollevata, ma le sensazioni sono vaghe e non ci sono certezze. Di certo, il mancato ripascimento ha tolto capienza alle spiagge, in particolar modo ai tratti di spiaggia libera, ridotti ormai ad una lingua di sabbia. Eppure si tratta di un’operazione che non necessita di spese folli; per il ripascimento, serve solo trovare un imprenditore disposto a lavorare con noi e che possieda una draga delle giuste dimensioni. Adesso, invece, non ci resta che arrangiarci con ciò che la natura ci ha lasciato.
L’Amministrazione comunale di Otranto è quindi corresponsabile del mancato intervento?
Sì, e si tenga presente cosa sta accadendo con le operazioni di pulizia del canale che collega il mare ai laghi Alimini. Si sta tratta di un vero dragaggio compiuto fino a 5 metri di profondità e la sabbia raccolta non viene sparsa sul litorale degli Alimini, ma sui lidi di Otranto; col tempo, però, questa sabbia si sposta verso il porto, il quale deve essere dragato a sua volta, un’operazione che necessita di soldi pubblici, proprio quelli che il Comune non ha voluto spendere per il ripascimento. Voglio poi ricordare a chi ha la fortuna di sedere in Senato che dovrebbe intervenire seriamente nelle sedi opportune per tutelare tutto il territorio, piuttosto che invocare a gran voce il camion di sabbia proveniente da Alimini solo per curare il proprio “orticello”.

Alessandro Chizzini

(fonte: Belpaese)
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